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Lido di Albaro

 Si proprio nessuna rivoluzione, solo speculazione...e con in piu' :l'Amministrazione Comunale che gli regge il sacco.L'intervento di risanamento del Lido proposto dagli imprenditori e accolto nelle sue linee generali dalla Giunta comunale non va bene per una serie di ragioni.Nulla vieta ad un imprenditori di operare una rivoluzionaria ristrutturazione della propria impresa, una rivoluzione operata - nelle intenzioni - a colpi di sostenibilità ambientale. Molto vieta ed impedisce se tutto si regge solo e soltanto sulla concessione di una variante di destinazione d'uso che permetterebbe la costruzione di case private sulla riva del mare da vendere a peso d'oro ai ricconi genovesi. Se l'imprenditore ha idee rivoluzionarie per rilanciare la sua azienda di servizi lo faccia , ma non cerchi le risorse - che evidentemente non ha - attraverso la speculazione immobiliare che è si un uso molto in voga in Liguria da decenni ( capitale del Partito del cemento del nord Italia ), ma che è espressamente vietata dalle regole del Puc genovese e dal documento di indirizzi per il nuovo Puc approvato nel gennaio scorso dal Consiglio Comunale che vieta l'edificazione oltre la linea blu ( la costa ) e impegna a non autorizzare piu' nuove varianti al Puc del 2000 in attesa della stesura del nuovo Piano Regolatore.Del resto è evidente che l'operazione è sempre la stessa: molto marketing, molte promesse, i soldi sono sempre quelli degli altri ( i compratori degli appartamenti di superlusso ), percio' se gli appartamenti non si fanno o, peggio, non si vendono tutto il resto sono promesse scritte sulla sabbia.In piu' ci sono alcune pesanti criticità che vanno messe in conto e di cui attendiamo la proposta di risoluzione dai nostri urbanisti comunali nella speranza di finirla con l'urbanistica del tappullo che nel migliore dei casi tappa le falle piu' vistose, ma non è ( o non vuole ) essere in grado di avere e proporre una visione di pianificazione di tutto il territorio e continua ad esprimersi progetto per progetto senza analizzare le interazioni tra i progetti tra di loro e con la città tutta.Creare al Lido un attrattore di traffico potentissimo come un parcheggio per centinaia di posti fa a botte con ogni possibile politica urbanistica di valorizzazione della promenade genovese, la sua pedonalizzazione, la sua valorizzazione ambientale e turistica.Permettere la costruzione di un albergo andra' a colpire pesantemente reddito e occupazione nei 5 altri alberghi presenti nell'area a distanza di non piu' di 500 metri.Permettere l'immissione di negozi fara' lo stesso con la attività commerciali della zona.Permettere la costruzione di una diga interverra' sul regime delle correnti, a rischio di penalizzare fortemente le vicine spiagge ( non protette ) di San Giuliano - San Nazzaro.La prevista sistemazione idrogeologica della valle del Bisagno comportera' come previsto in tutti gli strumenti urbanistici degli Enti preposti lo sbocco a mare a San Nazzaro dello scolmatore. Questo presuppone un ulteriore impatto col regime delle correnti in zona e mette a richio ( chiuse in una morsa mortale ) tutte le attivita' balneari della zona che verrebbero chiuse a est e a ovest da interventi impegnativi ed impattanti su spiagge e mare.In piu' l'impatto dei lavori previsti con camion, polveri e rumori andra' a cadere su un'area particolarmente fragile e non è credibile che si pensi di bloccare per molto tempo un'area vitale per la qualità ambientale, per l'economia, per la socialità di tutta la città.

Un ultimo avviso ai naviganti: L'imprenditore in questione si dice uomo di sinistra e attento alle questioni ambientali. Piu' di quel che ha in proposito di fare sarebbe interessante sapere cosa ha fatto di sinistra e di ambientale nel suo passato. A noi risulterebbe che la sua migliore performance l'abbia ottenuta lavorando per le multinazionali del tabacco che per essere di sinistra e ambientalista non è proprio una lettera di presentazione molto affidabile.Ma certo la vita di un uomo non si puo' giudicare per una sola azione, c'è una storia da raccontare, ebbene siamo ansiosi di conoscerla, cosi' come crediamo che tutti hanno diritto a essere creduti quando fanno buoni propositi, basta che le soluzioni non siano le solite cemento e mattoni coi soldi degli altri. In questo modo è andata a picco l'economia mondiale non mi sembra una ricetta proponibile ancora e comunque di " innovativo " e di " sostenibile " non ha nulla.

Noi di Legambiente ci prepariamo ad una lunga stagione balneare di contestazione che inizierà a fine mese con l'iniziativa " Spiagge pulite " ( questa volta spiagge libere e ripulite dal cemento ) in cui intendiamo denunciare la politica miope e tappullante degli amministratori e la pratica speculativa degli imprenditori.

Andrea Agostini
del circolo nuova ecologia legambiente genova

Pubblicato il 11/5/2009 alle 11.59 nella rubrica Diario.

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