.
Annunci online

DemocraticiAlbaro
amare il diritto, che vuol dire l'uomo e la giustizia (O.L. Scàlfaro)
19 gennaio 2010
SEMINARIO SCUOLA
 

Liguria

 

Scuola, Università, Ricerca:

talenti e innovazione per lo sviluppo

 

Investimento in formazione e ricerca  come motore

per lo sviluppo e la coesione sociale

 

Sabato 23 gennaio ore 14 -19  a Chiavari  - Hotel Monte Rosa

 

Coordina

Carla Olivari, responsabile Dipartimento SAPERI PD Liguria

 

Ore 14.00

Introduzione

Lorenzo Basso, segretario regionale PD Liguria

 

Ore 14.30

Situazione e prospettive  per sostegno e rilancio di  Scuola, Università e Ricerca

Intervengono:

Attilio Oliva, presidente Associazione Treellle

A. Maria Poggi, presidente Fondazione S. Paolo per la Scuola e coordinatrice Tavolo nazionale per attuazione titolo V per istruzione e formazione

Ore 15,10

Tavola Rotonda

Il ruolo della Regione nella gestione della formazione e della ricerca: esperienze e proposte

Intervengono:

Giacomo Deferrari,  Rettore Università di Genova

Cristina Battaglia, responsabile regionale PD Università e Ricerca

Fabio Benfenati, direttore Dipartimento  neuroscienze Istituto italiano tecnologia

Massimiliano Costa, assessore regionale Scuola e Formazione Regione Liguria

Rosa De Pasquale, Commissione Cultura, Camera dei Deputati

Luca Garibaldi,  segretario regionale Giovani Democratici

Rappresentanti sindacali

 

Ore 16.30

Formazione, ricerca, innovazione: le politiche del PD

Intervengono:

Giovanni Bachelet, responsabile nazionale  PD Scuola,

Maria Chiara Carrozza, presidente Forum nazionale PD Università,Saperi, Ricerca 

 

ore 17,15

Coffe break

 

ore 17,30

Tavoli di lavoro

 

Scuola e Formazione: ruolo della Regione  

Presiede: Renato Dellepiane, preside Liceo King Genova 

Introduce Paolo Veardo, Assessore Comune di Genova

 

Ricerca ed Università: ruolo della Regione

Presiede: Mauro Giannini, Università Genova

Introduce: Cristina Battaglia, responsabile  regionale PD Università e Ricerca

 

Ai tavoli parteciperanno gli assessori liguri del PD competenti

 

Ore 18,30

Sintesi dei gruppi di lavoro

 




permalink | inviato da DemocraticiAlbaro il 19/1/2010 alle 1:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
31 dicembre 2009
Discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
 

"Buona sera a voi che siete in ascolto.

Nel rivolgervi, mentre sta per concludersi il 2009, il più cordiale e affettuoso augurio, vorrei provarmi a condividere con voi qualche riflessione sul difficile periodo che abbiamo vissuto e su quel che ci attende. Un anno fa, molto forte era la nostra preoccupazione per la crisi finanziaria ed economica da cui tutto il mondo era stato investito. La questione non riguardava solo l'Italia, ma avevamo motivi particolari di inquietudine per il nostro paese.

Oggi, a un anno di distanza, possiamo dire che un grande sforzo è stato compiuto e che risultati importanti sono stati raggiunti al livello mondiale: non era mai accaduto nel passato, in situazioni simili, che i rappresentanti degli Stati più importanti, di tutti i continenti, si incontrassero così di frequente, discutessero e lavorassero insieme per cercare delle vie d'uscita nel comune interesse, e per concordare le decisioni necessarie. Proprio questo è invece accaduto nel corso dell'ultimo anno. L'Italia - sempre restando ancorata all'Europa - ha dato il suo apprezzato contributo, con il grande incontro del luglio scorso a L'Aquila, e ha per suo conto compiuto un serio sforzo.

Dico questo, vedete, guardando a quel che si è mosso nel profondo del nostro paese. Perché, lo so bene, abbiamo vissuto mesi molto agitati sul piano politico, ma ciò non deve impedirci di vedere come si sia operato in concreto da parte di tutte le istituzioni, realizzandosi, nonostante i forti contrasti, anche momenti di impegno comune e di positiva convergenza. Nello stesso tempo, nel tessuto più ampio e profondo della società si è reagito alla crisi con intelligenza, duttilità, senso di responsabilità, da parte delle imprese, delle famiglie, del mondo del lavoro.

Perciò guardiamo con fiducia, con più fiducia del 31 dicembre scorso, al nuovo anno.

Non posso tuttavia fare a meno di parlare del prezzo che da noi, in Italia, si è pagato alla crisi e di quello che ancora si rischia di pagare, specialmente in termini sociali e umani.C'è stata una pesante caduta della produzione e dei consumi ; ce ne stiamo sollevando; si è confermata la vocazione e intraprendenza industriale dell'Italia; ma ci sono state aziende, soprattutto piccole e medie imprese, che hanno subito colpi non lievi; e a rischio, nel 2010, è soprattutto l'occupazione. Si è fatto non poco per salvaguardare il capitale umano, per mantenere al lavoro forze preziose anche nelle aziende in difficoltà, e si è allargata la rete delle misure di protezione e di sostegno; ma hanno pagato, in centinaia di migliaia, i lavoratori a tempo determinato i cui contratti non sono stati rinnovati e le cui tutele sono rimaste deboli o inesistenti; e indubbia è oggi la tendenza a un aumento della disoccupazione, soprattutto di quella giovanile.

Vengono così in primo piano antiche contraddizioni, caratteristiche dell'economia e della società italiana. Dissi da questi schermi un anno fa: affrontiamo la crisi come grande prova e occasione per aprire al Paese nuove prospettive di sviluppo, facendo i conti con le insufficienze e i problemi che ci portiamo dietro da troppo tempo - dalla crisi deve e può uscire un'Italia più giusta. Ebbene, questo è il discorso che resta ancora interamente aperto, questo è l'impegno di fondo che dobbiamo assumere insieme noi italiani.

Ma come riuscirvi? Guardando con coraggio alla realtà nei suoi aspetti più critici, ponendo mano a quelle riforme e a quelle scelte che non possono più essere rinviate, e facendoci guidare da grandi valori: solidarietà umana, coesione sociale, unità nazionale.

Parto dalla realtà delle famiglie che hanno avuto maggiori problemi: le coppie con più figli minori, le famiglie con anziani, le famiglie in cui solo una persona è occupata ed è un operaio. Le indagini condotte anche in Parlamento ci dicono che nel confronto internazionale elevato è in Italia il livello della disuguaglianza e della povertà. Le retribuzioni dei lavoratori dipendenti hanno continuato ad essere penalizzate da un'alta pressione fiscale e contributiva; più basso è il reddito delle famiglie in cui ci sono occupati in impieghi "atipici", comunque temporanei.

Le condizioni più critiche si riscontrano nel Mezzogiorno e tra i giovani. Sono queste le questioni che richiedono di essere poste al centro dell'attenzione politica e sociale, e quindi dell'azione pubblica. L'economia italiana deve crescere di più e meglio che negli ultimi quindici anni: ecco il nostro obbiettivo fondamentale. E perché cresca in modo più sostenuto l'Italia, deve crescere il Mezzogiorno, molto più fortemente il Mezzogiorno. Solo così, crescendo tutta insieme l'Italia, si può dare una risposta ai giovani che s'interrogano sul loro futuro.

C'è una cosa che non ci possiamo permettere: correre il rischio che i giovani si scoraggino, non vedano la possibilità di realizzarsi, di avere un'occupazione e una vita degna nel loro, nel nostro paese. Ci sono nelle nuove generazioni riserve magnifiche di energia, di talento, di volontà : ci credo non retoricamente, ma perché ho visto di persona come si manifestino in concreto quando se ne creino le condizioni.

Ho visto la motivazione, ho visto la passione di giovani, tra i quali molte donne, che quest'anno mi è accaduto di incontrare nei laboratori di ricerca; la motivazione e l'orgoglio dei giovani specializzati che sono il punto di forza di aziende di alta tecnologia ; la passione e l'impegno che si esprimono nelle giovani orchestre concepite e guidate da generosi maestri. E penso alla motivazione e alla qualità dei giovani che si preparano alle selezioni più difficili per entrare in carriere pubbliche come la magistratura. Certo, sono queste le energie giovanili che hanno potuto prendere le strade migliori ; e tante sono purtroppo quelle che ancora si dibattono in una ricerca vana. Ma ho fiducia nell'insieme delle nuove generazioni che stanno crescendo ; a tutti i giovani la società e i poteri pubblici debbono dare delle occasioni, e in primo luogo debbono garantire l'opportunità decisiva di formarsi grazie a un sistema di istruzione più moderno ed efficiente, capace di far emergere i talenti e di premiare il merito.

Più crescita, più sviluppo nel Mezzogiorno, più futuro per i giovani, più equità sociale. Sappiamo che a tal fine ci sono riforme e scelte da non rinviare : proprio negli scorsi giorni il governo ne ha annunciato due su temi molto impegnativi, la riforma degli ammortizzatori sociali e la riforma fiscale. La prima è chiamata in particolare a dare finalmente risposte di sicurezza e tutela a coloro che lavorano in condizioni di estrema flessibilità e precarietà. La riforma annunciata per il fisco, è poi assolutamente cruciale; in quel campo, è vero, non si può più procedere con "rattoppi", vanno presentate e dibattute un'analisi e una proposta d'insieme. E in quel dibattito si misurerà anche una rinnovata presa di coscienza del problema durissimo del debito dello Stato. Intanto, il Parlamento si è impegnato a riordinare la finanza pubblica con la legge sul federalismo fiscale e a regolarla con un nuovo sistema di leggi e procedure di bilancio. Due riforme già votate, su cui il Parlamento è stato largamente unito.

E vengo alle riforme istituzionali, e alla riforma della giustizia, delle quali tanto si parla. Ho detto più volte quale sia il mio pensiero; sulla base di valutazioni ispirate solo all'interesse generale, ho sostenuto che anche queste riforme non possono essere ancora tenute in sospeso, perché da esse dipende un più efficace funzionamento dello Stato al servizio dei cittadini e dello sviluppo del paese. Esse dunque non sono seconde alle riforme economiche e sociali e non possono essere bloccate da un clima di sospetto tra le forze politiche, e da opposte pregiudiziali. La Costituzione può essere rivista - come d'altronde si propone da diverse sponde politiche - nella sua Seconda Parte. Può essere modificata, secondo le procedure che essa stessa prevede. L'essenziale è che - in un rinnovato ancoraggio a quei principi che sono la base del nostro stare insieme come nazione - siano sempre garantiti equilibri fondamentali tra governo e Parlamento, tra potere esecutivo, potere legislativo e istituzioni di garanzia, e che ci siano regole in cui debbano riconoscersi gli schieramenti sia di governo sia di opposizione.

Ho consigliato misura, realismo e ricerca dell'intesa, per giungere a una condivisione quanto più larga possibile, come ha di recente e concordemente suggerito anche il Senato. Voglio esprimere fiducia che in questo senso si andrà avanti, che non ci si bloccherà in sterili recriminazioni e contrapposizioni.

Il nuovo slancio di cui ha bisogno l'Italia, per andare oltre la crisi, verso un futuro più sicuro, richiede riforme, richiede convinzione e partecipazione diffuse in tutte le sfere sociali, richiede recupero di valori condivisi. Valori di solidarietà: e il paese, in effetti, se ne è mostrato ricco in quest'anno segnato da eventi tragici e dolorosi, da ultimo sconvolgenti alluvioni. Se ne è mostrato ricco stringendosi con animo fraterno alle popolazioni dell'Aquila e dell'Abruzzo colpite dal terremoto, o raccogliendosi commosso attorno alle famiglie dei caduti in Afganistan, e come sempre impegnandosi generosamente in molte buone cause, quelle del volontariato, della fattiva e affettuosa vicinanza ai portatori di handicap, ai più poveri, agli anziani soli, e del sostegno alla lotta contro le malattie più insidiose di cui soffrono anche tanti bambini.

E' necessario essere vicini a tutte le realtà in cui si soffre anche perché ci si sente privati di diritti elementari : penso ai detenuti in carceri terribilmente sovraffollate, nelle quali non si vive decentemente, si è esposti ad abusi e rischi, e di certo non ci si rieduca.

Solidarietà significa anche comprensione e accoglienza verso gli stranieri che vengono in Italia, nei modi e nei limiti stabiliti, per svolgere un onesto lavoro o per trovare rifugio da guerre e da persecuzioni: le politiche volte ad affermare la legalità, e a garantire la sicurezza, pur nella loro severità, non possono far abbassare la guardia contro razzismo e xenofobia, non possono essere fraintese e prese a pretesto da chi nega ogni spirito di accoglienza con odiose preclusioni. Anche su questo versante va tutelata la coesione, e la qualità civile, della società italiana.

Qualità civile, qualità della vita: aspetti, questi, da considerare essenziali per valutare la condizione di una società, il benessere e il progresso umano. Contano sempre di più fattori non solo di ordine materiale ma di ordine morale, che danno senso alla vita delle persone e della collettività e ne costituiscono il tessuto connettivo.

E' necessario che si riscoprano e si riaffermino valori troppo largamente ignorati e negati negli ultimi tempi. Più rispetto dei propri doveri verso la comunità, più sobrietà negli stili di vita, più attenzione e fraternità nei rapporti con gli altri, rifiuto intransigente della violenza e di ogni altra suggestione fatale che si insinua tra i giovani.

Considero importante il fatto che nel richiamo alla solidarietà e ai valori morali incontriamo la voce e l'impegno di religiosi e di laici, della Chiesa e del mondo cattolico. Così come nel discorso su una nuova concezione dello sviluppo - che tenga conto delle lezioni della crisi recente e dell'allarme per il clima e per l'ambiente - ritroviamo l'ispirazione e il pensiero del Pontefice. Vedo egualmente sentita da quel mondo l'esigenza dell'unità della nazione italiana.

In realtà, non è vero che il nostro paese sia diviso su tutto : esso è più unito di quanto appaia se si guarda solo alle tensioni della politica. Tensioni che è mio dovere sforzarmi di attenuare. E' uno sforzo che mi auguro possa dare dei frutti, come è sembrato dinanzi a un episodio grave, quello dell'aggressione al Presidente del Consiglio: si dovrebbero ormai, da parte di tutti, contenere anche nel linguaggio pericolose esasperazioni polemiche, si dovrebbe contribuire a un ritorno di lucidità e di misura nel confronto politico.

Io posso assicurarvi che sono deciso a perseverare nel mio impegno per una maggiore unità della nazione: un impegno che richiede ancora tempo e pazienza, ma da cui non desisterò.

Anche perché nulla è per me come Presidente di tutti gli italiani più confortante che contribuire alla serenità di tutti voi. Mi hanno toccato le parole del comandante di un contingente dei nostri cari militari impegnati in missioni all'estero. Mi ha detto - dieci giorni fa in videoconferenza per gli auguri di Natale - che lui e i suoi "ragazzi" traggono serenità dai miei messaggi quando gli giungono attraverso la televisione.

Sì, hanno bisogno di maggiore serenità tutti i cittadini in tempi difficili come quelli attuali, lavoratori, disoccupati, giovani alle prese con problemi assillanti, quanti sono all'opera per rilanciare la nostra economia, e quanti servono con scrupolo lo Stato, in particolare le forze armate chiamate a tutelare la pace e la stabilità internazionale, o le forze dell'ordine che combattono con crescente successo le organizzazioni criminali.

E a questo bisogno debbono corrispondere tutti coloro che hanno responsabilità elevate nella politica e nella società.

Serenità e speranza sento di potervi trasmettere oggi. Speranza guardando all'Italia che ha mostrato di volere e saper reagire alle difficoltà. Speranza guardando al mondo, per quanto turbato e sconvolto da conflitti e minacce, tra le quali si rinnova, sempre inquietante, quella del terrorismo. Speranza perché nuove luci per il nostro comune futuro sono venute dall'America e dal suo giovane Presidente, sono venute da tutti i paesi che si sono impegnati in un grande processo di cooperazione e riconciliazione, sono venute dalla nostra Europa, che ha scelto di rafforzare, con nuove istituzioni, la sua unità e rilanciare il suo ruolo, offrendo l'esempio della nostra pace nella libertà.

Questo è il mio messaggio e il mio augurio per il 2010, a voi italiane e italiani di ogni generazione e provenienza che salutate il nuovo anno con coloro che vi sono cari o lo salutate lontano dall'Italia ma con l'Italia nel cuore.

Ancora buon anno a tutti".

(da wwww.quirinale.it)

30 novembre 2009
Primarie: ultima chiamata per il PD

Il Pd ha scelto il nuovo leader, legittimato da un largo consenso popolare, ottenuto per la prima volta - ed è bene sottolinearlo- in una competizione vera, senza un vincitore annunciato e scontato. Per Bersani dovrebbe essere un vantaggio essersi conquistato il diritto a guidare il partito senza accordi di vertice o di stampo unanimistico. Un consenso pieno dal nord al sud, che evidenzia il desiderio di partecipazione del cittadino con un rito che nessun partito occidentale sembra essere in grado di emulare, anche se poi i consensi, quelli veri, in fondo li danno solo le urne.
Certo per Prodi votarono in 4,3 milioni e per Veltroni in 3,5 milioni, ma la cifra va al di là di ogni previsione. Hanno votato quasi tre milioni di persone che non vedono l’ora di voltare pagina, di non sentirsi più orfani e confusinella rappresentanza, che vogliono avere la possibilità di scegliere un’alternativa di governo e non solo un’alternativa di opposizione,spesso in affanno alla ricerca d’identità, proposte e bisogni al suo interno piuttosto che fra i cittadini che non la pensano come chi sta governando.Ecco, questo è quanto chiedono gli elettori delle Primarie, che hanno scelto forse la leadership più opportuna in questo momentodi crisi: un politico con esperienze di governo, pragmatico e concreto, che parla prima di tutto di lavoro e di economia, nella faseforse più drammatica dal dopoguerra, dove allora c’era però una speranza nella ricostruzione, nel progresso tecnologico, nell’affrancamentodalla povertà con il lavoro. Oggi invece la prospettiva che per la prima voltada allora i figli staranno peggio dei loro padri è un tormento che attanaglia le famiglie, già in affanno nel presente, che sentono come non mai l’incertezza del domani. E’ la crisi della piccola e media borghesia, dei lavoratori dipendenti ma pure degli artigiani e delle piccole e piccolissime imprese, non solo della classe operaia; quasi termine desueto che pure esiste ancora e che spesso non si sente rappresentata da un sindacato avvitato a difendere privilegi e corporativismi, mentre i nuovi soggetti del lavoro, gliultraflessibili e precari non hanno voce e protezioni.
Si chiedono un riformismo vero, non minato da spinte regressive, da cui Pd e Cgil dovranno affrancarsi, un’alternativa chepensi al Paese: forse l’ultima chiamata, che non andrebbe sciupata, pena disaffezione e diserzione verso la politica, anche di sinistra esi auspica Bersani libero leader.
Quali sono gli elettori? Ai seggi si scopre che c’è un’armata di nonni, più centro che periferia, più borghesi che gente a basso reddito, più studenti che commesse, più donne che uomini, ragazzi precari e giovanissimi. Si dice che proprio l’outsider Marino, per le sue idee precise sul merito, sulla laicità, abbia saputo portare alle urne gli elettori più giovani e tanti in effetti erano presenti nelle sue liste, raccogliendo un imprevisto consenso a due cifre. Il record di elettori si è avuto in Lombardia, in Emilia Romagna, ma anche in Friuli e in Liguria e non è un caso; in quei territori si sono proposti volti nuovi come segretari regionali.
“Osare la speranza” sarà il nostro mottodice Lorenzo Basso, il nuovo segretario in Liguria, ringraziando volontari ed elettori. Il giovane ha vinto su un calibro come Cofferati. Una piccola sconfitta Bersani la deve peròregistrare: la vittoria del popolo delle primarie e dunque degli elettori sugli iscritti, dove si è dimostrato ancora una volta che ci sono milioni di persone che non s’iscrivono ma vogliono partecipare alle scelte decisive per la vita del partito, non liquido ma certo aperto. Il nuovo segretario ha fatto spallucce su uscite eccellenti, orda rossa, ha rivendicatoil confronto in Parlamento, non l’abusato dialogo, il ritorno all’Ulivo, la costruzione di un nuovo sistema di alleanze che metta la sinistra in condizioni di essere competitiva da subito e non in un incerto futuro. Vocazione minoritaria? Abbandono del bipolarismo? La prova dei fatti alle Regionali. Intanto si spera che ci si ricordi sempre dell’invito sotteso degli elettori all’unità, alla sobrietà, all’austerità che “è rigore, efficienza, serietà e significa giustizia”, diceva Berlinguer.

Bianca Vergati
(pubblicato su "In Genova")

27 novembre 2009
Su Santa Chiara a Boccadasse
  Gli eredi dell’antico proprietario dei locali del Santa Chiara, gestito dalla fam. Lombardi,  hanno imposto lo sfratto allo storico ristorante di Boccadasse che sarà esecutivo arriverà dal 3 gennaio dopo tre anni di proroga. Rispetto a quanto appreso dai giornali, il locale starebbe per chiudere ed essere trasformato in un residence con pochi (si parla di 4) mini appartamenti.

Il rammarico del gestore, Luigi Lombardi, 70 anni, è quello di lasciare senza lavoro i suoi sei collaboratori che da anni combattono contro lo sfratto. Lombardi afferma “prima la proprietà sembrava volere la licenza, e in qualche modo il ristorante si sarebbe salvato, ora non più”. Urban Lab e assessorato comunale competente non hanno ancora ricevuto alcun progetto in merito.

Sul futuro dello storico borgo di Boccadasse credo ci sia da fare un ampio ragionamento che è già cominciato in Municipio nei mesi scorsi con la presentazione di un SOI (Studio Organico d’Insieme) che ha l’obiettivo di qualificare gli spazi. In quel contesto deve inserirsi anche la destinazione di uno spazio come quello del ristorante Santa Chiara. Concordo con chi pensa che il cambio d’uso di quegli spazi possa snaturare la completezza di un importante luogo d’attrazione turistica per chi viene da fuori città e di relax per molti cittadini genovesi. Pur trattandosi di un luogo privato, come un ristorante, la fruizione della punta di Santa Chiara rimane più accessibile che non con la costruzione di abitazioni che andrebbero ancora una volta a sorgere sulla riva del mare.

Alberto Pandolfo
Cons. Municipio PD

11 novembre 2009
Le vallette (erbose) non piacciono più
 La “Variantona”, ultimo argomento di fuoco in Comune, provoca non pochi sussulti. La delibera metterebbe lo stop definitivo a nuove costruzioni lungo la ormai famosa linea verde: delineata da Renzo Piano è stata ripresa dai nuovi Indirizzi Urbanistici della Sindaco Vincenzi.
Una lodevole proposta attesa e apprezzata da molti, ma ecco che durante l’audizione presso il Consiglio il presidente per la Consulta edilizia dichiara secco: “Una occasione persa per Genova”. Perciò sono sorti dubbi, anche politici, la questione è rinviata, mentre si innesca qualche retromarcia: taglia un pezzo a levante, rimetti una pezza a ponente, la green line sembra ora tracciata da gente senza occhiali.
In gioco c’è molto: imprese, cittadini, coop rosse e, sorpresa, anche coop bianche insorte contro la delibera perché verrebbe bloccato un progetto di sei palazzine nella valletta verde di Rio Penego, sulla collina di Apparizione: “una modesta cooperativa di cittadini aspetta da una vita la prima casa”, dichiarava stizzita una signora tutta in tiro alla assemblea di Municipio del Levante.
In comune si medita dunque di variare la “Variantona” ancora da approvare, un emendamento per salvare i 90 appartamenti e per costruire con gli oneri di urbanizzazione la strada tanto agognata dai residenti di Apparizione, che vogliono arrivare in centro città senza tanti rebighi di traffico. Però c’è un’altra proposta, un percorso alternativo più in alto, meno costoso, e che non tocca il verde. Lo sostengono da tanto tempo gli abitanti di Via Shelley, strada privata che taglia la collina di Apparizione costeggiando i 40.000 metri quadrati sulla sponda destra del rio. Quei residenti il collegamento con le loro case se lo sono già fatti da soli, e se lo mantengono, mentre l’Amministrazione, a quasi venti anni dalle prime verifiche, ha incaricato lo stesso progettista delle nuove case di disegnare il tracciato più in basso, che passa giusto giusto dove dovrebbero sorgere le sei palazzine: per “interesse pubblico”, si intende.
Le vallette non piacciono più, sono pezzi di verde incolto, come natura li ha fatti.
Giace in un cassetto, ma prima o poi farà capolino, il progetto proposto tempo fa dal succitato rappresentante degli edili, 150 box da edificare in una deliziosa valletta detta del Rio Parroco in Albaro, vicino a Via Livorno. Anche qui comitato del no, più uno sparuto gruppo con una proposta di mediazione: fare solo un numero modesto di box, solo quelli necessari. “E allora io non faccio niente!” dichiarò l’imprenditore, suscitando grandi applausi e qualche dubbio.
In queste dispute di diritti disattesi, di chi vuole avere casa o box, di chi aspetta una strada nuova per far prima, di chi vuole mantenere la tranquillità abitando un po’ sul picco, ci rimetteranno probabilmente il verde, i boschetti, i rii tombinati e la tranquillità dei luoghi, ormai rari in città.
Intanto gli abitanti della zona, che ora si vedono proporre non una, ma due strade, sempre in attesa di servizi negati, chissà che penseranno in coda a semafori infiniti.

Bianca Vergati
da OLI News n. 237
10 novembre 2009
Corso di Formazione Danno Ambientale
Il Movimento Difesa del Cittadino MDC Liguria e il Circolo Legambiente NUOVA ECOLOGIA di Genova organizzano un Corso di Formazione <<AZIONE PER DANNO AMBIENTALE>> nei giorni Martedì 17, Martedì 24 e Giovedì 26 novembre p.v. dalle ore 17 alle ore 19,30 allo Star Hotel di Genova, Corte Lambruschini c/o Stazione Brignole (sala g.c. dal Celivo).

Il Corso è aperto a tutti i cittadini, in modo particolare a chi è interessato alla difesa dell´ambiente.

La partecipazione al Corso è gratuita. Per motivi organizzativi non si potrà superare il numero di 30 iscritti e saranno accettati coloro che si iscriveranno per primi tramite e-mail genova@mdc.it o telefono al Movimento Difesa del Cittadino (010/3623036).

Ai Corsisti verrà distribuito gratuitamente un fascicolo riguardante sia l´azione da effettuare quando si ha un danno ambientale, sia il ruolo delle associazioni ambientaliste.

Si consiglia caldamente il libro di Luca Ramacci "Manuale di autodifesa ambientale del Cittadino". Va bene sia la precedente edizione (SE Sistemi Editoriali) di Legambiente che la nuova edizione Franco Angeli (costo €.17). A tal proposito conviene prenotare il libro fin da ora presso le librerie in modo che sia utilizzabile durante il Corso. Senza finanziamenti "esterni" il libro non può essere fornito gratuitamente.

I Corsisti che hanno (o hanno avuto) vertenze di tipo ambientale possono chiedere di presentare il loro caso. Saranno inseriti in una delle tre serate per le comunicazioni dopo gli interventi programmati. I relatori sono pregati di presentare un pro-memoria riassuntivo del proprio intervento per facilitare la stesura del documento conclusivo.

Programma

 MARTEDI´ 17 NOVEMBRE ore 17

Modera l´incontro Vittorio Bigliazzi (MDC Liguria)

Relazioni :

Gian Paolo Bellone, Ufficio Vertenze Legambiente e MDC Liguria:

- Tutela degli interessi diffusi : danno ambientale art. 13-18 Lg 349/86, art. 4 Lg 265/99

- Tecniche della P.A. per non applicare la normativa vigente: Lg Reg. VIA 22/04/94 n.2 e Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA);

- Distinzione tra le vertenze a carattere civile, amministrativo e penale.

Gian Paolo Bellone e Cristina Pozzi, Ricorso al TAR per inquinamento acustico a Cornigliano.

Discussione.

Presentazione di vertenze segnalate dai Corsisti:

Andrea Agostini : Parcheggi in zona Acquasola; Stefano Stefanacci, Via Shelley.

MARTEDI´ 24 NOVEMBRE ore 17

Modera l´incontro Elisabetta Taglioretti (Circolo Legambiente Nuova Ecologia)

Relazioni :

Gian Paolo Bellone, Normativa sulle vertenze a carattere penale, procedure civili e amministrative:

Vigili Urbani e Regolamento di Igiene e Sanità del Comune di Genova;

Manuela Mercatelli, avvocato: Vertenza Stoppani;

Stefano Bigliazzi, avvocato: Vertenza ILVA di Cornigliano;

Discussione.

Presentazione di vertenze segnalate dai Corsisti:

Bianca Vergati, Lido (Corso Italia); Paola Borghini, Via Nullo (Quarto).

GIOVEDI´ 26 NOVEMBRE, ore 17

Modera l´incontro Stefano Sarti (Legambiente Liguria)

Relazioni :

Gian Paolo Bellone : Class action : omissioni del Comune di Genova in merito all´aggiornamento del Regolamento di Igiene e Sanità.

Discussione.

Presentazione di vertenze segnalate dai Corsisti: Bruno Rapallo, Ciclo integrato dei Rifiuti;

Ester Quadri, L´Uliveto murato (Quarto); Giulio Marchi, Via Dino Col; Franco Montagnani, Elettrosmog.

Sintesi del lavoro svolto e compilazione di proposte operative utili per la funzionalità delle associazioni interessate alle problematiche trattate




permalink | inviato da DemocraticiAlbaro il 10/11/2009 alle 1:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
29 ottobre 2009
Sapore di Base
 

In occasione di consultazioni elettorali, e di Primarie, un semplice iscritto al PD può invitare al voto simpatizzanti, che come lui, rappresentano la base del partito.

Ecco una breve raccolta di risposte ricevute spontaneamente: si commentano da sole, colpiscono per spontaneità, simpatia, profondità ma, soprattutto, mi sembra che meritino rispetto da parte di noi tutti, anche dopo le Primarie.

Claudio Firpo

***


"Ho seguito il tuo consiglio ed ho votato per Bersani"
L.R.

***

"grazie per il mex. come stai? [...] speriamo bene con Bersani...anche se io preferivo Marino.
Si Basso No Cofferati (che non è contento di essere europarlamentare!)"

V.M.


***

"Copione ! Hai votato come me…"

M.S.


***

"sono contento che abbia vinto bersani. del resto era chiaro che fosse quello con più esperienza e l'unico che può impensierire berlusconi."

A.A.

***

"Ho accolto l'invito di andare a votare per le primarie anche se non ne avevo intenzione, è ho votato per Bersani che anche per me è il candidato più credibile perché ha un progetto valido per battere Berlusconi alle prossime elezioni politiche.
Per persone come me, estranee alla politica attiva, che però seguono con interesse e rammarico le vicende politiche odierne, risulta incomprensibile la durata di questa campagna per l'elezione di un Segretario, quando gli avversari prendono decisioni anche più importanti in tempo molto più breve.
Secondo me una decisione può essere presa in modo "democratico" anche in un tempo inferiore ai quattro mesi impiegati dal PD per l'elezione del Segretario.
Ho deciso di andare a votare per rispetto nei confronti delle numerose persone iscritte ai Circoli che dedicano in maniera disinteressata il proprio tempo alla causa comune, senza trarre da questa attività dei vantaggi personali.
Molto più critica è la mia posizione nei confronti dei vertici del PD per i quali si pone in modo improrogabile la "questione morale" dopo quello che è successo nei Consigli Regionali di Abruzzo, Puglia, Campania e.... per finire del Lazio!!!
Senza contare l'assenza di molti parlamentari in occasione della votazione in Parlamento della legge sullo "Scudo fiscale" e tanti altri episodi, non ultimo l' elezione di Cofferati al Parlamento Europeo che non si era più candidato al comune di Bologna per stare più vicino alla famiglia...
Tutti questi episodi allontanano gli elettori del centro-sinistra dalla politica e una campagna per l'elezione del Segretario che dura ormai da troppi mesi non può certo risolvere i molti e gravi problemi che si presentano nel nostro paese.
Speriamo che il nuovo Segretario abbia le idee chiare perché oltre ai numerosi problemi legati alla crisi economica abbiamo un governo che per risolvere i problemi personali e giudiziari del Presidente del Consiglio si prepara a varare riforme che potrebbero stravolgere l'ordinamento dello Stato e quello giudiziario.

Buon lavoro a tutti i democratici e al nuovo Segretario"

G.G.

27 ottobre 2009
Le Primarie in Albaro

Domenica è stata una bella e futtuosa giornata. Una bella esperienza per me, che non avevo mai ricoperto il ruolo di presidente di seggio, e per il Partito Democratico, che ha confermato, se mai ce n'è stato bisogno, il suo radicamento "sul territorio", cioè, alla buona, nei cuori del popolo democratico.

Ho avuto un'ottima impressione della macchina organizzativa, dei collegamenti telefonici con il Comitato Provinciale, con la Federazione nazionale e, soprattutto con gli altri presidenti di seggio. A Genova doppi voti non ce ne possono essere stati. Se per venire incontro alle poche esigenze personali ci sono stati alcuni scambi nel seggio di votazione, questi sono stati comunicati uno per uno ai presidenti del seggio originario. Una prova di serietà e di impegno che verrà sempre bene!
Un lavoro intenso per tutti, dalla sera del sabato alle 23 - 24 della domenica. Lavoro intenso e molto di squadra. Una sola scheda nulla e nessuna contestazione. Nessuno, dal seggio al bar, si è risparmiato.
Quasi mi stupisco, da "ipercritico" qual sono, di dire tutte cose positive. In effetti non ci sono state significative sbavature.
Per evitare la perfezione (The perfect thing attracts di evil eye = La perfezione attrae il malocchio) posso dire che il PIN (il codice di seggio per la trasmissione automatica dei dati a Roma) è arrivato solo a mezzogiorno; il dati finali di  Bersani da inviare via SMS non venivano accettati dal sistema di trasmissione, neanche durante la notte; ma quelli di Franceschini e Marino sì (??). Si può essere soddisfatti.
 
Ho notato venti - trenta giovanissimi e poi persone di tutte le età. I giovanissimi ed i trenta - quarantenni arrivavano preparati, facevano poche domande e votavano rapidamente, chiedendo al massimo quali erano i pericoli di invalidare il voto per vizio di forma. La prossima volta andrà indicato meglio, nelle istruzioni e nei simbolismi, il punto preciso dove fare la croce e dove non va fatta.
Ci sono stati anche molti anziani che hanno voluto votare, anche con difficoltà visive e di deambulazione. Hanno "voluto esserci", da veri Democratici!
Tutti, anche quelli che manifestavano esplicita delusione per l'azione del partito negli ultimi due anni - non pochi - hanno chiesto di impegnarci molto di più sulle "cose" (idee e progetti) e molto meno sulle "persone" (candidati e schieramenti).
Noi del seggio abbiamo promesso di non deluderli, e per noi le promesse devono essere mantenute a tutti i costi.
Personalmente farò il cane da guardia su questo punto, a costo di rompere le scatole o di essere intempestivo.
Sono fermamente convinto che sulle cose si discute; e alla fine la discussione unisce più di quanto divide, perché serve per conoscere le persone dentro. Sulle persone, invece, ci si litiga e si seminano piccole o grandi incomprensioni.
 
Adesso, su queste basi, congratulazioni e, soprattutto, auguri di buon lavoro ai nostri segretari eletti. Sono sicuro che sapranno rappresentare tutti i Democratici, fedeli alla loro mozione ma fortemente sensibili alle ragioni di quelle degli ex contendenti. 
Buon lavoro a tutto il Popolo delle Primarie! 
 
Mauro Silingardi
29 settembre 2009
PD Scuola, Università e Ricerca

Il Circolo del Partito Democratico di Genova su Scuola, Università e Ricerca, all’inizio del nuovo anno scolastico, ribadisce il proprio impegno per una scuola di qualità, che promuova l’eccellenza, premi il merito, assicuri il successo formativo a tutti gli allievi. Una scuola che sia palestra di civiltà e di convivenza civile, strumento di integrazione e promozione sociale. Una scuola in cui sia bello andare per imparare e per insegnare, di cui siano orgogliose le famiglie e il Paese. Una scuola che, ai suoi vari livelli, permetta all’Italia di entrare nella Società europea della Conoscenza dalla porta principale, in cui istruzione e formazione dei cittadini siano il vero motore per il cambiamento e lo sviluppo economico e sociale, per la lotta all’esclusione sociale, il migliore investimento per la sicurezza delle nostre città, per il miglioramento della nostra qualità di vita e per la crescita democratica del nostro paese. Il  Paese  richiede non tagli, ma investimenti maggiori nella scuola, nell’università, nella ricerca, come hanno fatto i Governi più illuminati, non ostante la crisi finanziaria, per rendere effettivo quanto espresso all'art 3 della nostra Costituzione.

Per questo rinnoviamo con forza la nostra opposizione ai tagli operati dal Governo al Comparto Scuola ed agli atteggiamenti discriminatori messi in atto contro studenti non italiani, la riduzione del personale e del Tempo-scuola e l’espulsione di migliaia di docenti precari.

Siamo pienamente favorevoli alla valutazione del lavoro svolto dagli insegnanti collegata alla loro formazione e della qualità dell’insegnamento realizzato nelle scuole, che certamente non si misura con semplici voti numerici, ma con la definizione di standard di riferimento da raggiungere e di risorse economiche da impegnare. Proprio per questo reagiamo alla politica dei tagli indiscriminati, ricordando il monito di Pietro Calamandrei: “qualunque governo voglia limitare la libertà dei suoi cittadini …agirà colpendo la scuola pubblica, sottraendo ad essa risorse economiche e umane..”.

Il Circolo si associa alla protesta che ha giustamente posto il problema della scuola come emergenza nazionale, denunciando l’ideologia di fondo propria di un governo capace solo di aumentare il malessere delle famiglie, su cui gravano i costi del “diritto allo studio” e dei docenti, descritti come “minoranza politicizzata” quando osano ribellarsi alla distruzione della scuola pubblica.

Chiediamo ai tanti cittadini che hanno a cuore la democrazia e lo sviluppo economico e sociale del nostro paese e il futuro delle nuove generazioni di riprendere ad esprimere pubblicamente la propria indignazione per una politica governativa miope ed arrogante.

Il circolo ritiene che decidere di sviluppare la scuola e la ricerca sia una scelta politica fondamentale per il Partito Democratico e per il futuro del paese.

Per questo chiediamo ai candidati Segretari nazionali e regionali attenzione particolare su questi temi e presa di posizione unitaria ed invitiamo i tre candidati regionali ad un incontro congiunto sui problemi della Scuola aperto a tutti i cittadini, nella prima metà di ottobre. 
 
Carla Olivari




permalink | inviato da DemocraticiAlbaro il 29/9/2009 alle 14:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 settembre 2009
Orgoglio e pregiudizio
 E’ un´espressione che d´istinto collego alle primarie del partito democratico.
"Orgoglio e pregiudizio" un´associazione che si è fatta strada nella mia mente durante l´intervento
di una signora alla presentazione di un libro nell´ambito delle iniziative promosse dalla libreria Le Mille e una durante la festa nazionale democratica.
La signora ha domandato al suo interlocutore politico il motivo per cui lei, votante alle primarie e modesta ma concreta finanziatrice, non sia mai stata sollecitata a dare un contributo di esperienza e di entusiasmo nè ad esprimersi sulle questioni che hanno diviso in questi mesi il partito. Partito nel quale lei ha creduto e che ha seguito con passione fin dalla fase delicata della sua nascita. Ebbene queste semplici osservazioni sono state rivendicate con vero orgoglio, orgoglio di chi intuisce la forza che può scaturire dalla partecipazione dei cittadini alle grandi decisioni e scelte che un partito deve prendere nel corso della sua vita, tutto ciò indipendentemente dall´iscrizione e dal coinvolgimento in fasi del funzionamento dello stesso che non a tutti, per abitudini o disponibilità, appartengono.
L´orgoglio che scuote gli animi e crea quella coscienza civile e sociale che modella la vita delle persone e che in particolari momenti storici necessitano di un segnale forte per far sì che diritti inalienabili vengano garantiti e protetti compattamente.
Il pregiudizio, invece, lo sento ogni qual volta qualcuno cerca di spiegarmi il motivo per cui non è giusto avere un partito aperto, dialogante e soprattutto ricettivo verso coloro che vogliono condividere e difendere quelle stesse posizioni e raggiungere gli stessi obiettivi.
Il pregiudizio è evidente in chi giustifica l´esclusione di una parte dei cittadini dalla vita del partito solo per la mancanza di una tessera contribuendo così a disperdere un patrimonio di idee, proposte e
di emozioni. Tutto ciò senza dimenticare che il pd alla sua nascita non aveva dote e che (milioni di) cittadini hanno contribuito alla sua nascita con una libera sottoscrizione, diventando prima di tutto veri e propri azionisti di questo partito. Sono stati investitori generosi che senza garanzie e
senza la sicurezza di staccare cedole di rendimento, hanno concesso fiducia e investito in speranze,
elementi imprescindibili per un partito coraggioso e lungimirante.
Quale argomentazione può giustificare un "pregiudizio" che tenga lontani gli "orgogliosi" sostenitori del pd?

 Michela Tassistro




permalink | inviato da DemocraticiAlbaro il 20/9/2009 alle 22:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte




IL CANNOCCHIALE